Sono tantissime le esposizioni universali e specializzate riconosciute ufficialmente che si sono susseguite nella storia e che interessano le più grandi città al mondo. Ad oggi la convenzione del B.I.E (Bureau International des Expositions) conta ben 154 stati membri tutti consapevoli della forza politica e comunicativa di questo tipo di manifestazione, vetrina mondiale dei progressi scientifici e tecnologici di una nazione, ormai strumento necessario di un paese per lanciare la propria immagine di potenza economica e sociale. Per accogliere tutte le attività ed eventi si progettano nuove infrastrutture nelle periferie delle città. Grandi aree costruite con un futuro incerto.Nei migliori dei casi queste costruzioni vengono dopo riqualificate e riconvertite ad un altro uso, ma è noto che tante volte rimangono nel tempo come zone degradate senza alcuna utilità. Nel caso delle strutture alberghiere, si progettano hotel di grandi dimensioni dotati di tutti i servizi, capaci di ospitare un grande numero di persone ma con futuro incerto.Dalla volontà di dare risposta ad un problema reale nasce l’idea di creare un sistema capace di gestire questa situazione nel settore dell’ ospitalità. Una sorta di intreccio comunicativo-promozionale fra le diverse capitali del mondo. Un ciclo tematico di contaminazioni culturali. Arte, tecnologia, moda, food, benessere, risorse, energia, religione... sono alcuni dei temi che metteranno insieme le differenti tradizioni e culture del mondo. Piccoli eventi che si terranno detto questi hotel nati per le grandi Expò in modo da creare un flusso comunicativo tra le diverse strutture, paesi in tempo reale.
Ad esempio: Italia, Cina, Russia, Brasile, India e Canada con temantiche che spaziano dal food, alla moda, al design, all’automotive, alle risorse energetiche fino alla medicina alternativa. Sei capitali per sei manifestazioni tematiche. All’interno di ognuno di questi alberghi per due mesi un tema caratterizzerà gli spazi, l’organizzazione dell’hotel ospitante. Questo spazio farà convivere i diversi paesi e le diverse tematiche affrontate negli altri alberghi aderenti. In questo modo gli hotel si promuovono attraendo un pubblico sempre appassionato ed interessato. All’interno di questi spazi i diversi scenari offrono la possibilità non solo di conoscere le diverse culture ma di vivere un esperienza. Diversi colori rappresenteranno i diversi continenti ( il nero per l’Africa, il blu per l’Europa, il rosso per l’America, il verde per Oceania e il giallo per l’Asia) e nella stessa gamma cromatica continentale verranno rappresentate le città ospitanti gli eventi. Il colore quindi come elemento comunicativo e rappresentativo.
All’interno del piano terra, negli spazi comuni di questi alberghi, si terrano i diversi scenari che vestiranno di colore un ambiente di per sè neutrale. Così come esiste l’intreccio fra diverse culture si creeranno intrecci fra i diversi colori. La globalizzazione tradotta con il linguaggio dei colori, un mondo in movimento in cui le intercomunicazioni sono sempre più forti, identità e tradizioni molto diverse ma alla volta in costante contaminazione con le altre... una costante evoluzione verso un futuro che sfugge la nostra immaginazione. Gli spazi, gli arredi ed i flussi di comunicazione dei vari ambienti sono stati progettati in base alla conformazione circolare del piano terra. Si è individuata una distribuzione a reggiera che include la disposizione di diversi colori nei pavimenti e negli arredi cratterizzanti i diversi spazi della reception, lounge bar, ristorante, attesa ed area tematica. All’ingresso dei totem informativi indicano i pacchetti offerti dalla struttura alberghiera e dai partner. Il bar circolare si sviluppa intorna ai locali servizi. Alcuni elementi architettonici, gli arredi, i colori utilizzati e le divise richiamano l’immagine coordinata, progetto chiave per questa struttura alberghiera.